Quando la “percezione” e la “vulgata” (entrambe strumentalmente alimentate) non corrispondono alla realtà dei fatti: i dati consolidati di Eurostat ci dicono, con l’asetticità di oggettive cifre, che per numero assoluto di richiedenti asilo nel 2020, il nostro Paese è in quinta posizione dopo la Germania, la Spagna, la Francia e la Grecia e che n ell’UE ottengono un esito positivo solo quattro domande esaminate in prima istanza su 10.
Da questo relazione di Eurostat emergono questi e altri importanti/interessanti dati che val la pena conoscere se si vuole avere un quadro realistico e corretto dei richiedenti asilo in Europa. Ringraziamo Vie di Fuga che mercoledì 24 marzo 2021 ha pubblicato questo report che noi riprendiamo per il nostro sito.

 

Richieste di protezione nell’UE: i primi dati consolidati Eurostat per tutto il 2020 certificano il ritorno a un livello addirittura inferiore al 2014, l’anno che ha preceduto l’”emergenza migranti” europea.

L’anno scorso hanno chiesto asilo nell’Unione Europea circa 416.600 persone, un terzo in meno rispetto al dato 2019 (631.300), ma anche oltre 100 mila in meno rispetto al 2014 (530.600).

Sempre l’anno scorso, i richiedenti asilo nel territorio dell’Unione (per l’esattezza questi dati pubblicati da Eurostat si riferiscono ai richiedenti asilo per la prima volta provenienti da Paesi extra-UE a 27 Paesi) sono stati circa 900 per milione di residenti, ma ancora una volta con forti differenze fra Paese e Paese membro: si va dagli oltre 8.400 richiedenti per milione di residenti registrati a Cipro agli appena nove per milione in Ungheria. Incidenze elevatissime si registrano anche a Malta, 4.700 per milione, e in Grecia, 5.300.

L’Italia, con 21.200 richiedenti asilo (contro i 35 mila del 2019, -39%), si colloca notevolmente sotto la media: 355 richiedenti per milione.

Per numero assoluto di richiedenti protezione il nostro Paese è in quinta posizione come nel 2019, dopo la Germania (102.500 richiedenti), la Spagna (86.400; nel 2019 questo Paese occupava il terzo posto), la Francia (81.800, nel 2019 in seconda posizione) e la Grecia (37.900, praticamente la metà rispetto al 2019).

Paesi di fuga, genere ed età

Rimane tragicamente costante la lista dei principali Paesi di fuga: quasi la metà di coloro che l’anno scorso sono riusciti ad arrivare nell’UE chiedendo protezione sono fuggiti da appena sei Paesi: Siria, Afghanistan, Venezuela, Colombia, Iraq e Pakistan.

Per quanto riguarda l’Italia, i principali Paesi di provenienza sono: il Pakistan, il Bangladesh, il Salvador, la Tunisia e la Nigeria.

Sono donne più di un terzo dei richiedenti asilo. Quasi il 50% sono giovani di 18-35 anni. Ma ben tre su 10 sono ragazzi e bambini under 18.

I richiedenti asilo per la prima volta nell’UE (anni 2014-2019, fonte Eurostat 2021).

Esiti, positivi quattro casi su 10

Sempre per il 2020 le nuove serie statistiche di Eurostat, al di là dei dati diffusi oggi in un comunicato stampa, comprendono anche le decisioni in prima istanza.

Le autorità nazionali dei Paesi UE ne hanno emesse in totale 522.200 (non molte meno rispetto al 2019, prima della pandemia, 540.800). Fra queste hanno avuto un esito positivo (status di rifugiato, protezione sussidiaria o umanitaria) il 41% scarso.

«Fra gli Stati membri – annota l’istituto di statistica dell’UE – le percentuali più elevate di decisioni positive rispetto al totale si sono registrate in Irlanda (74%), seguita dall’Austria (65%), dal Lussemburgo (64%), dall’Olanda (63,5%) e dalla Grecia (55%)».

In Italia le decisioni in prima istanza sono state 40.800 (però nel 2019 erano state 93.500). Fra loro quelle con esito positivo sono solo il 28%, ancora una volta nettamente al di sotto della media dell’Unione (per quanto in crescita, sempre in percentuale, rispetto al dato 2019, inferiore al 20%).

Richiedenti asilo per la prima volta nell’UE, le provenienze (anno 2020, fonte Eurostat 2021).

Allegato

UE: i dati completi su richiedenti asilo ed esiti in prima istanza nel 2020 (Eurostat, 24 marzo 2021, file .xlsx, 107 kbyte)

 

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