Ridotte ai 18 anni le tutele e i percorsi di integrazione previsti dalla legge Zampa. Appello delle organizzazioni umanitarie per ricusare la limitazione
Ragazzi arrivati soli in Italia, minorenni migranti che hanno bisogno di orientamento e di tutele. I percorsi di sostegno e inclusione previsti per legge nei loro casi non si possono interrompere all’arrivo della maggiore età. E proprio per questo 27 organizzazioni della società civile, fra cui Fondazione Migrantes, hanno chiesto alcuni giorni fa a Governo e Parlamento di non interrompere, tramite la limitazione del sostegno a 19, le tutele disposte dalla legge 47/2017 in attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
“Non si possono interrompere i percorsi di inclusione”
I 27 si soffermano in particolare su alcuni elementi del provvedimento che rischiano di incidere in modo significativo sulla vita di migliaia di adolescenti arrivati soli in Italia. Di qui il monito a non fermarsi alla normativa e di guardare oltre. Perché accompagnare fino in fondo non è un costo. Ma, si legge nel comunicato delle associazioni, “un investimento che produce inclusione, stabilità e coesione”.
L’appello è stato lanciato in occasione dell’incardinamento del disegno di legge Immigrazione (S. 1869) in commissione Affari costituzionali del Senato. A firmarlo, ActionAid, Ai.Bi. Amici dei Bambini, Amnesty International Italia, Associazione Agevolando, ASGI, ARCI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CeSPI, CIDAS, CIES ONLUS, CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati, CISMAI, Cooperativa CivicoZero, CNCA, Defence for Children International, Fondazione Migrantes, Fondazione Terre des Hommes Italia, ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà, International Rescue Committee Italia, Intersos, Oxfam Italia, Refugees Welcome, Salesiani per il Sociale, Save the Children Italia, SOS Villaggi dei Bambini, Tutori in Rete.
Studiare, formarsi, lavorare. Un diritto per tutti i ragazzi e ragazze
Il richiamo si fonda su solidi argomenti. Negli ultimi anni, la legge 47/2017 (più nota come Legge Zampa) ha reso possibile costruire percorsi concreti di protezione e integrazione, riconosciuti anche a livello europeo. Grazie a questi strumenti, molti giovani hanno potuto studiare, formarsi, lavorare e iniziare a costruire il proprio futuro. Oggi, alcune delle modifiche previste dal Ddl rischiano di indebolire proprio quelle leve che permettono a questi itinerari di diventare stabili e duraturi.
Tra tutti i ritocchi a destare particolare preoccupazione è il ridimensionamento del ‘prosieguo amministrativo’. Si tratta dello strumento che oggi consente ai neomaggiorenni di continuare ad essere accompagnati nella difficile transizione all’età adulta e dopo aver compiuto la maggiore età, al massimo fino ai 21 anni. Garantendo così il completamento di studi, formazione e inserimento lavorativo. Ora una norma del Ddl limita categoricamente l’accompagnamento ai 19 anni di età.
Disparità di trattamento tra minori non accompagnati e affidati
«Ridurre tassativamente il tempo massimo del sostegno è una scelta di cui non comprendiamo le ragioni – dichiarano le organizzazioni – Ma sappiamo che essa può, in molti casi, impedire ai ragazzi e alle ragazze di raggiungere la stabilità necessaria alla loro inclusione positiva nella società. Questa riduzione comporterebbe inoltre, nei fatti, una disparità di trattamento tra i minori non accompagnati e i minori affidati a comunità di tipo familiare. O in affido familiare a seguito di un provvedimento di allontanamento dal nucleo familiare. I quali possono fruire del prosieguo nel sostegno fino a 21 anni”.
Occorre continuità del supporto anche nel passaggio alla maggiore età
L’esperienza quotidiana nei territori mostra con chiarezza che il passaggio alla maggiore età è una fase delicatissima, soprattutto per chi non ha una rete familiare. È proprio in questo momento che la continuità del supporto fa la differenza tra un percorso che si consolida e uno che si interrompe. Con il rischio di scivolare in condizioni di vulnerabilità e marginalità, che portano con sé il rischio di ricadute nello sfruttamento.
Più garanzie nei casi di rimpatrio assistito
Preoccupano inoltre le modifiche previste in materia di rimpatrio assistito, che spostano il baricentro decisionale dall’autorità giudiziaria a quella amministrativa. Si tratta di decisioni che incidono profondamente sui diritti e sul futuro dei minori. E che richiedono, per loro natura, le massime garanzie e un’attenzione piena al superiore interesse del minore.
Attuazione del Patto europeo sulla migrazione. Altre riduzioni delle tutele
Il Ddl contiene anche lo schema di legge delega relativo all’attuazione dei regolamenti e della direttiva discendenti dal Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Un complesso di disposizioni che può avere un impatto di forte riduzione delle tutele per i minori non accompagnati. In particolare, in termini di procedure accelerate, qualità della tutela e trattenimento durante le procedure di screening dopo l’arrivo.
Per i minori sistema di tutele da rafforzare
Forti dell’esperienza maturata sul campo, le organizzazioni firmatarie si rivolgono al Governo, promotore del Ddl, e al Parlamento, che dovrà esaminarlo. Chiedendo che la discussione del provvedimento rappresenti un’occasione per rafforzare, e non ridurre, la qualità del sistema di tutela.
Di qui le richieste:
- preservare il prosieguo amministrativo, mantenendo la possibilità di una valutazione caso per caso fino ai 21 anni. E di richiederlo anche dopo il compimento del diciottesimo anno di età
- tutelare le garanzie procedurali e il diritto all’ascolto dei giovani coinvolti
- mantenere in capo al Tribunale per i minorenni la competenza a decidere sul rimpatrio assistito
- assicurare la piena tutela dei minori non accompagnati sin dal momento del loro arrivo in Italia. In attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo
La sfida, secondo le associazioni, non si gioca sulle norme, ma sui percorsi reali. Quelli di ragazzi e ragazze che stanno cercando di diventare autonomi. Di trovare il proprio posto nella società in cui vivono. E di dare il proprio contributo al suo sviluppo.
Fonte: Vie di fuga
Foto: Vie di fuga
