Dopo l’edizione del 2025, che si è svolta a Saluzzo, il “La Festa dei Popoli” si è svolta a Maria Ausiliatrice, a Torino, domenica 14 giugno. È l’incontro annuale che, in una sede sempre diversa, raduna, in un momento di condivisione e di preghiera, pellegrini provenienti da diverse comunità etniche. È organizzato dal Coordinamento regionale Migrantes del Piemonte e della Valle d’Aosta, che è l’espressione locale della Fondazione Migrantes nazionale, l’organismo costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana per accompagnare e sostenere le Chiese particolari nella conoscenza, nell’opera di evangelizzazione e nella cura pastorale dei migranti, italiani e stranieri.

PH: Marcos Dorneles


Tra i suoi scopi vi sono quelli di promuovere, nelle comunità cristiane, atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, anche per stimolare, nella società civile, la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica convivenza, con l’attenzione alla tutela dei diritti della persona e della famiglia migrante e alla promozione della cittadinanza responsabile dei migranti stessi.

Dopo gli interventi iniziali, i pellegrini sono stati invitati a conoscere sette luoghi torinesi di carità/preghiera: Valdocco con le opere salesiane, il Sermig, il Cottolengo, il Distretto Barolo, la Moschea, i posti frequentati da Frassati (il cosiddetto Frassatour) e i Missionari/e della Consolata.

Nell’omelia, mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino, ha tra l’altro ricordato che nessun popolo può dichiararsi padrone di un altro popolo e, commentando il Vangelo del giorno, ha invitato tutti a “donarsi gratuitamente” per essere testimoni di Cristo.

Dopo il pranzo condiviso e i festosi balli, nel suo intervento il cardinale Roberto Repole ha anche sottolineato che spesso le guerre nascono nei cuori inquieti degli uomini, quando prevale l’egoismo, quindi si deve pure lavorare sulle nostre singole coscienze per portare la pace, che non si può realizzare senza la giustizia.

Tra le varie etnie presenti, c’erano anche i Sinti piemontesi che, per i loro incontri religiosi, spesso sono graditi ospiti del nostro Santuario.

Articolo pubblicato su : Squilli Alpini 2026-2. bollettino del Santuario di Forno di Coazze


Redatto da : Stefano Passaggio