In San Giovannino, dalla domenica delle Palme alla Pasqua riti, celebrazioni e meditazioni per trovare nell’amore e nel sacrificio di Cristo la forza del rinnovamento e di un cammino di pace
Cori, preghiere e ceri accesi hanno scandito le giornate della Settimana Santa nella comunità Filippina torinese. Presso la chiesa di San Giovanni Evangelista – meglio nota come San Giovannino, in corso Vittorio Emanuele II, 13/15 – i fedeli si sono riuniti dalla domenica delle Palme e sino a quella di Pasqua per le celebrazioni e le liturgie rituali. Momenti sempre molto partecipati.
Settimana Santa di catechismo, liturgie e meditazioni
Aperti e chiusi con il catechismo e le letture bibliche, gli incontri si sono dipanati tra messe e meditazioni sull’ultima cena, riflessioni sul valore della croce, benedizioni del fuoco e delle candele, fino al trionfo della Resurrezione.

Guidati dal cappellano salesiano don Charles Dennis Manlangit, i parrocchiani hanno tratto dai momenti di raccoglimento e di festa comunitaria nuova energia per rafforzare il cammino di fede e di spiritualità.
Nel sacrificio del Signore la via per incontrare la pace del cuore
Non casuali le parole di commento alle immagini delle cerimonie. “Con ogni goccia di sudore – si legge – ogni caduta lungo il cammino e ogni ferita sopportata, ci viene ricordato l’amore e il sacrificio incomparabili del Signore per l’umanità”. Un invito “a meditare, a pentirsi e ad accompagnare Cristo nel Suo ultimo viaggio verso la salvezza”. Un’esortazione a rinnovarsi e proseguire nella ricerca della pace del cuore e della fraternità.








