Nel nuovo Decreto sicurezza del governo Meloni c’è una norma controversa che prevede di incentivi in denaro per i legali. Sia nel caso in cui il rimpatrio vada a buon fine, sia che non porti ai risultati attesi
Si prospettano compensi in denaro per gli avvocati – e anche per i mediatori – che offrono consulenza legale e informazioni ai migranti nei casi di rimpatrio volontario. Questo è ciò che prevede l’emendamento 30-bis all’ultimo Decreto Sicurezza in discussione in questi giorni in Parlamento. In altre parole, si tratta di una sorta di incentivo per spingere le persone a tornare nel proprio Paese di origine.
615 euro per ogni pratica di rimpatrio
Non viene esplicitato al momento l’esatto ammontare dell’incentivo economico. Che dovrebbe comunque essere pari a quello ricevuto dal cittadino straniero rimpatriato per rispondere alle sue ‘prime esigenze’. Quindi circa 615 euro.
Rimpatri. Il Consiglio nazionale forense si dichiara estraneo

A presentare e approvare l’emendamento è stato il centrodestra unito. Nel testo si fa riferimento anche ad accordi da stipulare con il Consiglio nazionale forense (Cnf). Cioè con l’organo istituzionale di rappresentanza degli avvocati, che dovrebbe avere un ruolo nella definizione dei contributi economici da pagare ai legali.
L’ipotizzato ruolo del Cnf rappresenta la prima nota stonata dell’emendamento. “Il Cnf precisa di non essere mai stato informato di tale coinvolgimento. Né prima della presentazione dell’emendamento, né durante il suo iter parlamentare, né dopo la sua approvazione”. Il Cnf chiede anzi che il Parlamento intervenga per escluderne ogni intervento. Sottolineando inoltre che le attività previste non rientrano tra le proprie competenze istituzionali.
Provvedimenti contrari alla tradizione di solidarietà giuridica italiana
Associazioni e gruppi sociali, insieme con il mondo del volontariato, non mancano di ricordare come questo emendamento vada tragicamente contro il patrimonio di civiltà e solidarietà giuridica italiana. E che proprio questo tipo di norme possano comprometterlo e indebolirlo ogni giorno di più. “Norme – rimarcano vari esponenti di ong – che purtroppo sembrano mostrare un evidente disinteresse per la tutela di alcuni gruppi sociali. E che, allo stesso tempo, paiono andare nella direzione della speculazione dei diritti degli esseri umani”.
Mirtha Sozzi, Vie di fuga Osservatorio permanente sui rifugiati


