Le famiglie si incontreranno il Primo Maggio presso l’oratorio San Felice. In programma giochi e passatempi per bimbi e adulti. Poi il ringraziamento per il nuovo anno che si apre
Tanti giochi per i bimbi, canti e preghiere per i più grandi. Promette di essere una vera festa per famiglie il Capodanno dei cingalesi a Torino. La comunità dello Sri Lanka dà appuntamento a tutti – connazionali, amici italiani e di altri Paesi nel mondo – per venerdì Primo Maggio, presso l’oratorio San Felice, di via Giuseppe Giusti, 8 (vicino a Porta Susa).
Per il nuovo anno festa e di rinnovamento famigliare
Il Capodanno dello Sri Lanka, chiamato Sinhala & Tamil New Year (Aluth Avurudda in singalese e Puthandu in tamil) si celebra ogni anno tra il 13 e il 14 aprile. “Ma i festeggiamenti proseguono anche nelle settimane successive – spiega suor Rita, salesiana, riferimento dellacomunità formatasi a Torino 26 anni fa – Perché non si tratta solo un cambio di data. Ma di un’occasione di rinnovamento familiare, culturale e spirituale. Momenti gioiosi che profumano di casa, di riso al latte, di risate e di gratitudine. Che nello Sri Lanka hanno il compito di unire nella semplicità di gesti quotidiani le due principali comunità dell’isola: la Sinhala e la Tamil. E che ora a Torino legano culture diverse, ma complementari”.



Sri Lanka. Giochi e gare per i bimbi cingalesi

L’incontro si estenderà per tutta la giornata. “Il ritrovo è alle 9.30 – prosegue suor Rita – Circa mezz’ora più tardi si darà il via, proprio nel cortile dell’oratorio, ai giochi per i più piccoli, dal tiro alla fune, rottura della pentola, corse con i sacchi”.
Tavolate ricche di piatti, sapori e colori da tutto il mondo
La mattinata di intrattenimento porterà dritto alle tavole imbandite per il pranzo. Che mamme e nonne avranno già affollato di leccornie, in un mix di ricette tratte dalla tradizione culinaria cingalese. Primo tra tutti il kiribath, riso cotto nel latte di cocco, come segno di purezza e benedizione.
Ma non mancheranno manicaretti italiani, piemontesi nella fattispecie, con gustose incursioni in altreregioni e parti del mondo. “Le famiglie miste sono sempre più numerose – commenta suor Rita – E i piatti si arricchiscono di conseguenza, portando ai palati i colori e i sapori di tutti i continenti”.
Famiglie unite nel raccoglimento e nell’attesa
Chiacchiere e risate si alterneranno ad altri programmi di ricreazione e svago dedicati ai bambini, ai ragazzi e anche agli adulti, tra musiche e danze tipiche. Fino ai saluti conclusivi. E a qualche minuto di raccoglimento.
“A differenza del Capodanno occidentale, quello srilankese pone tra la fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo un periodo chiamato ‘nonagathe’, un tempo di silenzio e attesa – precisa suor Rita – Un tempo in cui ci si dedica alla preghiera, alla pace interiore e alla riconciliazione”. Ed è questo tempo che la festa del Primo Maggio non intende trascurare.
Il ringraziamento per il nuovo anno che ci aspetta
“Insieme vivremo un momento di ringraziamento – aggiunge suor Rita – Per le ore serene vissute insieme. Che invitano alla riconciliazione. E per il nuovo anno che ci aspetta. Con i suoi doni, le sue benedizioni. E con le inevitabili difficoltà. Che però sapremo affrontare e superare meglio nello spirito di condivisione e con la forza della comunità”
Paola Cappa


