Da oggi disponibili i dati sull’accoglienza per i richiedenti asilo e rifugiati. Li si trova su Centri d’Italia, l’unica piattaforma di monitoraggio indipendente degli oltre 12 mila centri italiani. A partire dalle sue rilevazioni ActionAid pubblica la nona edizione del report sullo stato dell’arte, intitolato quest’anno ‘La frontiera, ovunque’.
Si prepara un’invasione di migranti? La previsione pare azzardata a considerare i numeri. A fine 2024 erano poco più di 135 mila i richiedenti asilo e i rifugiati accolti in Italia, pari allo 0,23 per cento della popolazione residente in Italia.
A rendere noti i dati aggiornati a oggi è la prima e unica piattaforma di monitoraggio indipendente, Centri d’Italia. Il portale lanciato nel 2022 da ActionAid Italia e Fondazione Openpolis. Il solo che permette la navigazione attraverso grafici e mappe degli oltre 12mila centri di accoglienza del paese, analizzando anche le dimensioni e i gestori delle strutture.Il 2024 è l’ultima annualità ricevuta dalle richieste di accesso civico inoltrate al ministero dell’Interno.
La frontiera ovunque. Report sullo stato dell’accoglienza

In questi stessi giorni dell’aggiornamento del monitoraggio, ActionAid fa non a caso uscire anche il suo nono report sullo stato di accoglienza. Emblematicamente intitolato ‘La frontiera, ovunque’. Il documento – realizzato proprio sulla scorta dei numeri di Centri d’Italia – punta i propri riflettori sull’aumento delle società for profit che gestiscono le strutture. E sull’incremento dei posti nei centri di prima accoglienza. Circostanze che vengono entrambe a conferma di un approccio emergenziale a un fenomeno strutturale.
Tra invasione ed emergenza, risposte istituzionali inadeguate
Smentita, a partire dalle cifre, l‘occupazione di stranieri nelle città d’Italia, quella dell’invasione pare piuttosto una categoria fabbricata ad arte. Un pregiudizio cavalcato da alcune forze politiche per ingigantire le paure e strumentalizzare il fenomeno migratorio. Il numero delle persone accolte – per la precisione 135.549, al 31 dicembre 2024 – è addirittura inferiore a quello del 2018. Anno in cui si iniziò a parlare di emergenza.
A preoccupare è piuttosto l’inadeguatezza delle risposte offerte dalle istituzioni a chi chiede asilo e protezione. Oltre 7 persone su 10 sono infatti ospitate nei centri di accoglienza straordinaria – noti anche come Cas – Strutture temporanee gestite dalle prefetture per ospitare richiedenti asilo in caso di emergenza. Presidi che per definizione dovrebbero essere utilizzati solo a saturazione della rete ordinaria.
Grandi strutture di filtro e società di profitto per gestire i centri
Crescono in parallelo le ‘infrastrutture di filtro’ per la prima accoglienza. Lievitate, tra il 2021 e il 2024 di oltre l’80 per cento. Con il relativo aumento da 3,5 mila a 6,3mila posti disponibili. E si moltiplicano i soggetti for profit. Ossia le società di profitto che vincono le gare per la gestione dei centri. A fine 2024 erano 14,8mila, più del doppio delle 7mila attive nel 2022.
Gli stessi centri, peraltro, si gonfiano in volume. Il 36 per cento conta più di 50 posti. Confermando così la predilezione verso le grandi strutture a scapito di un’accoglienza diffusa nei territori. Dove i progetti d’inserimento sociale hanno più probabilità di successo.
Cambia l’accoglienza. Da protezione e accompagnamento a contenimento
Di qui le poco confortanti conclusioni del report. Che punta il dito su un progressivo e coerente cambiamento dell’idea di accoglienza. “Da spazio di orientamento, protezione e accompagnamento all’autonomia a dispositivo di selezione. Di contenimento e mera amministrazione della presenza”. Non certo un segnale di apertura verso l’altro.
La frontiera, ovunque – ActionAid, 2026


