Presentata l’analisi dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas diocesana di Cuneo-Fossano. L’assenza di legami è il primo problema. La sintesi del settimanale diocesano fossanese La Fedeltà
La povertà si declina oggi con la solitudine. Con la mancanza di reti di parenti e amici. Non per caso ‘La solitudine (n)ei numeri primi’ è il titolo che l’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas diocesana di Cuneo-Fossano ha scelto per il suo Report 2025. Uno strumento prezioso per restituire un’immagine nitida e dolorosa del nostro tessuto sociale. “Non è solo un suggestivo richiamo letterario – si legge sul settimanale diocesano fossanese La Fedeltà, che ne presenta i contenuti – È una diagnosi sociale precisa: la povertà che oggi bussa alle porte dei centri di ascolto non è soltanto una questione di portafogli vuoti, ma testimonia una profonda e radicale assenza di legami.
Storie di persone, problemi e sofferenze
Il rapporto sulla povertà della diocesi di Cuneo Fossano assume una portata più ampia rispetto al territorio di riferimento. Acquista valenza sociale. Non si tratta di una fredda analisi statistica, ma di un quadro che dà visibilità a ciò che spesso rimane invisibile. Come ha ribadito Nino Mana, co-direttore della Caritas Diocesana: “È importante che ci ricordiamo ogni giorno che questi non sono numeri e basta. Non sono cifre vuote: sono persone, storie, sofferenze, problemi. Sono persone che si rivolgono alla Caritas perché non hanno altre alternative”.

Nel corso del 2025 nell’intera diocesi sono state incontrate ben 1.866 persone. Con un incremento dell’8% rispetto al 2024 e un balzo del 67% se il confronto si estende agli ultimi cinque anni. Un trend in crescita che testimonia non solo l’aggravarsi della precarietà, ma anche lo sforzo di un ascolto diretto e capillare nei servizi a bassa soglia (mense, dormitori). Incarnando così appieno lo spirito di una ‘Chiesa in uscita’ sollecitato da papa Francesco.
Fossano. 189 cittadini in carico a Caritas per la prima volta
All’interno della complessa mappatura geografica della diocesi di Cuneo-Fossano, il territorio di Fossano rappresenta un punto di osservazione di primo piano per comprendere l’evoluzione del fenomeno. Nel solo anno 2025, la rete Caritas fossanese ha teso la mano a un totale di 598 persone. Tra loro si annoverano ben 189 ‘nuovi incontri’, ovvero cittadini che per la prima volta hanno varcato la soglia dei servizi di assistenza.

A gestire l’accoglienza sul territorio troviamo una rete ben strutturata. I centri di ascolto parrocchiali hanno intercettato e supportato 355 persone. Il Centro di ascolto diocesano, guidato da Giulia Filippi ha invece preso in carico 243 utenti, di cui 118 nuovi accessi. Rispetto al 2024, anno in cui a livello locale si erano contati 616 assistiti, il dato di Fossano mostra una sostanziale stabilità nei volumi complessivi. Ma svela anche un profondo e significativo mutamento nella tipologia dei bisogni espressi.
Cresce l’afflusso alla mensa cittadina
Tra i servizi a bassa soglia che hanno registrato la crescita più impetuosa vi è senza dubbio la mensa di Fossano, aperta tutti i giorni per il servizio della cena (ad eccezione del mese di agosto). È stato un vero e proprio boom. Se nel 2024 gli utenti unici erano stati 148 (di cui 146 uomini e 2 donne), nel 2025 la cifra è più che raddoppiata, raggiungendo la quota di 314 persone assistite (divise tra 292 uomini e 22 donne).

Di pari passo è aumentato il numero totale di pasti distribuiti, passati da 4.390 a ben 7.331 in soli dodici mesi, grazie al supporto di 60 volontari.
Per la mensa flussi di pendolari tra Cuneo e Fossano
I dati evidenziano inoltre una dinamica particolare rilevata con forza a inizio 2026. I flussi pendolari di persone che, pur stazionando stabilmente su Cuneo durante il giorno, scelgono di spostarsi a Fossano la sera proprio per usufruire della mensa.
Il dormitorio di via Matteotti e la rete degli aiuti
Altro pilastro fondamentale del welfare di prossimità fossanese è il dormitorio maschile di via Matteotti. Vi si accede tramite colloqui al Centro di ascolto diocesano. Dotata di 6 posti letto stabili, la struttura ha accolto 23 persone distinte nel corso del 2025. Il dato più rilevante di questo specifico servizio è espresso dai giorni di presenza media, che si attestano sui 95 per ciascun utente. Si tratta del periodo di permanenza medio più lungo tra le strutture di accoglienza della diocesi (I dormitori di Cuneo registrano per esempio medie tra le 35 e le 36 notti). Il luogo si conferma quindi come snodo fondamentale di un reale percorso di accompagnamento e reinserimento sociale.
Completa il quadro la distribuzione di beni di prima necessità. Sono state 2.991 le borse viveri consegnate direttamente dalle parrocchie del territorio fossanese. Come sottolineato da Enrico Manassero, direttore Caritas Diocesana, e da Mario Parola, responsabile dell’osservatorio della Caritas Diocesana, l’obiettivo prioritario rimane quello di non far diventare il sostegno un’abitudine assistenziale. Si deve invece lavorare per realizzare una reale autonomia delle persone.
Le due grandi emergenze: povertà precoce e isolamento
Il Report mette l’accento su due preoccupanti dinamiche trasversali. La prima è che la povertà diventa sempre più giovane. Gli under 25 in carico alla diocesi sono saliti da 166 a 214 in un solo anno. Lo scivolamento nell’indigenza avviene in età precoce, spesso alimentato dalle carenze del sistema di tutela per i minori stranieri non accompagnati. Al compimento del diciottesimo anno i ragazzi rischiano di trovarsi improvvisamente privi di tutele e reti di supporto.
Il secondo fattore di povertà è rappresentato dall’isolamento sociale. Con un’impressionante inversione di tendenza e a fronte di una contrazione delle famiglie numerose, nelle parrocchie fuori dai grandi centri urbani i nuclei monocomponenti (cioè le persone sole) sono balzati dal 31% al 37% (da 332 a 425). Questa impennata del fenomeno della solitudine colpisce duramente la popolazione anziana. Nella fascia degli ultrasessantenni, il 60% delle persone assistite vive solo. E tra i cittadini di nazionalità italiana questa percentuale sale drammaticamente al 71%.
Oltre l’assistenza: i progetti comunitari a Fossano
Di fronte a queste sfide complesse, la Caritas ha saputo attivare risposte che vanno oltre l’aiuto materiale. Che fanno leva su iniziative innovative di animazione e inclusione. Giovani in ricerca è per esempio un progetto di creazione di spazi e percorsi mirati di ascolto e confronto avviati in collaborazione con la parrocchia del Salice.
Sul territorio si promuovono invece eventi aggregativi di forte impatto comunitario, come i cammini ‘Passi di riscatto”’ e ‘Benessere condiviso’.
Un programma d’avanguardia è quello che riguarda la Giustizia riparativa. Avviato a Fossano nel 2023, si sviluppa in azioni concrete nelle scuole e sul territorio, anche grazie alla formazione e collaborazione di operatori specializzati. Strumento potente per guarire le ferite sociali, consente di affrontare insieme le difficoltà per superarle.
Una sinergia solida con le istituzioni. La povertà non ha colore
L’instancabile impegno quotidiano sul campo si rafforza nella sempre più efficace sinergia con le istituzioni pubbliche locali. Come evidenziato dall’assessore Cinzia Cuzzila, il rapporto tra l’amministrazione e la Caritas si è molto rafforzato nell’ultimo anno, un’alleanza strategica fondamentale. Che chiama alla collaborazione volontari e consiglieri di maggioranza e minoranza un “perché la povertà non ha colore”.
E se l’impegno nel fare è ampiamente riconosciuto, il compito più alto resta quello di “fare ragionamento di senso su ciò che c’è, ciò che accade e ciò che manca – come ha sottolineato direttore della Caritas diocesana, Enrico Manassero– Perché ogni progetto deve dare risposta a esigenze puntuali”.
Laura Serafini per il settimanale La Fedeltà
Foto: La Fedeltà


