Suor Maresa Sabena si è spenta giovedì 12 febbraio 2026 all’età di 90 anni, di cui 66 di vita religiosa come Missionaria della Consolata. Per oltre 30 anni è stata nostra collaboratrice, al servizio della Diocesi di Torino e della Migrantes. Fino all’ultimo ha lavorato per il prossimo, restituendo dignità e libertà a chi è invisibile. Ci lascia con una vita che è testimonianza ed esempio di fede e umanità profonde.

Il messaggio di Sergio Durando, referente della Pastorale Migranti dell’Arcidiocesi di Torino

Cara Suor Maresa,
è difficile trovare le giuste parole per ringraziarti e, tra le varie cose che vorrei dirti, faccio fatica a capire da dove cominciare.
Immagino la scena. Tu mi prendi per il braccio e mi dici: “Non è necessario dire nulla! Assolutamente no! Io non voglio!”, ma come sai, ti disobbedivo sempre!
Forse hai ragione, basterebbe una sola, semplice parola, che è: grazie. E forse la gratitudine è il sentimento che ci accomuna, a tutti noi che siamo radunati qui. Grazie al Signore che ci ha fatto incrociare sulla stessa strada, grazie all’Istituto delle Missionarie della Consolata per aver donato a questa Chiesa torinese la tua presenza, ma soprattutto grazie a te, per il tutto e per il tanto.
Per quarant’anni hai servito questa Chiesa, e fino all’ultimo, ti abbiamo vista lavorare con passione, amore e intelligenza. Sei stata testimone autentica del tuo Sposo, come amavi chiamarlo, e hai seminato la sua parola con cura e affetto.
Per trent’anni hai offerto la tua accoglienza e il tuo ascolto a chiunque approdasse alla Migrantes: un ascolto che non c’entra niente con le orecchie. Tu hai ascoltato ciascuno con il cuore, ti sei esposta, e hai lasciato in ognuno un po’ di te e del tanto amore che avevi da dare. Approfondivi le situazioni, le studiavi a casa, non ti rassegnavi: volevi trovare delle risposte concrete per aiutare le persone ad uscire dall’anonimato, dall’indifferenza, dall’irregolarità, dalle ingiustizie, liberandosi dalle catene e per restituire dignità.
Ti interfacciavi con la questura, con la prefettura, con la procura, con il coordinamento mamma-bambino, con l’ufficio stranieri e altri uffici della Città, con la Caritas, con il Sermig, con le Parrocchie, con tante associazioni.
La Pastorale Migranti è stata per te la tua seconda famiglia – dopo il tuo Istituto, come spesso ci ricordavi. Eri già in Via Parini prima che Don Fredo Olivero approdasse alla Migrantes, impegnata con le sorelle missionarie della Consolata ad accogliere le donne migranti che arrivavano a Torino. Da allora, la Pastorale Migranti è cresciuta con te. Ricordavamo entrambi il nostro primo colloquio: era il 1993, ero venuto per un’informazione ed è stato l’inizio di una grande amicizia.
Più il tempo passava, più ci siamo affezionati a te, e ci siamo riorganizzati pur di poter continuare ad avere la tua presenza. In questi ultimi anni è nato il gruppo dei Maresa’s Boys, composto dei giovanissimi pensionati che ti venivano a prendere e ti riaccompagnavano. Anche a voi, Maresa Boys, un grazie speciale.
Sei stata per noi una madre: attenta, precisa, tenera, tenace, e anche inquieta. E infatti, oggi ci sembra di salutare una mamma, una sorella, un’amica, una confidente, un faro per molti. Sei entrata nelle nostre vite con delicatezza e discrezione, insegnandoci a fare bene il bene e ad accogliere in modo professionale e serio le persone. In tanti conoscevano la tua figura minuta e delicata, dentro la quale però è albergata una forza che ci ha aiutati ad andare avanti, anche in alcuni momenti difficili.
Sarà dura, lunedì, ripartire e non vederti arrivare, ma continueremo con cura e dedizione a portare avanti il lavoro che hai iniziato, condividendo la fatica con gli ultimi, con empatia, e portando il Vangelo della Speranza, costruendo relazioni con tutte le persone che incontreremo.
Ti prendevo in giro, e ti divertivi, quando ti dicevo che il tuo sposo ti aveva dimenticata e non ti avrebbe chiamata, e invece l’altro giorno, purtroppo, ti ha presa con sé: lo aspettavi, ma noi siamo rimasti spiazzati.
Il tuo sposo ti ha accolta nella pace e nella luce che hai saputo sempre donare agli altri. Siamo certi che da lassù continuerai a seguire le attività e i progetti, della tua Pastorale Migranti, ma soprattutto a seguire ciascuno di noi.
Saprai consigliare le tue amate giovani consorelle, Sr Muriel e Sr Stella. Eri contenta che il tuo istituto avesse deciso di continuare ad essere presente nella Pastorale Migranti, anche dopo di te.
Riposa oggi nella pace del Signore, che hai servito con tutto il cuore. Buon viaggio.
Ci mancherai. Un abbraccio.

Sergio Durando

Il messaggio della Comunità Ecumenica EPG (Ecumenical Prayer Group) di Torino

Cara Madre Maresa,
scrivere queste parole non è semplice, perché il tuo saluto segna per tutti noi un passaggio importante, carico di emozione e di gratitudine. Tu non sei stata soltanto la Madre fondatrice di una comunità: sei stata una guida, un punto fermo, una luce discreta ma costante nella vita di tante persone e di tante famiglie.
Con coraggio e fede hai dato inizio a un’opera che nel tempo è diventata casa, rifugio, scuola di vita e di amore. Dove molti vedevano incertezza, tu hai visto possibilità; dove c’era fragilità, hai seminato speranza; dove c’era solitudine, hai costruito relazioni. La tua presenza ha generato legami profondi, ha risollevato cuori stanchi, ha insegnato a guardare oltre le difficoltà con fiducia e perseveranza.
Ognuno di noi porta nel cuore un ricordo personale: una parola detta al momento giusto, un gesto silenzioso, uno sguardo capace di comprendere senza bisogno di spiegazioni. La tua forza non è mai stata rumorosa, ma radicata in una fede autentica e in un amore concreto, vissuto ogni giorno.
Le famiglie che hanno incrociato il tuo cammino hanno trovato ascolto, orientamento, sostegno. Molte vite hanno ritrovato equilibrio e speranza grazie alla tua dedizione instancabile. Il bene che hai seminato continua e continuerà a portare frutto, anche oltre la tua presenza tra noi.
Nel salutarti, non diciamo addio a ciò che hai costruito: la tua eredità vive nella comunità che hai fondato, nei valori che ci hai trasmesso, nello spirito di accoglienza e servizio che ci hai insegnato. Il tuo esempio rimarrà una traccia sicura da seguire.
Vogliamo esprimere la nostra gratitudine più sincera, insieme alla preghiera e all’affetto di tutti coloro che hanno avuto il dono di camminare accanto a te.


Con riconoscenza profonda e affetto,

La Comunità ecumenica di Torino che tu hai fondato

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