‘Giovani razzializzati tra criminalizzazione e prese di parola’ nel numero di maggio della rivista di Melting Pot
Da persone vulnerabili a problema di ordine pubblico, i minori stranieri sono sempre più bersaglio di campagne mediatiche e risposte punitive sproporzionate. I loro diritti, previsti sulla carta, sono sempre più disattesi nella pratica. Su questa emergenza si concentra l’ultimo numero, quello di maggio 2026, di ControFuoco, il mensile di approfondimento della testata giornalistica Melting Pot Europa.
I minori stranieri di seconda generazione
Gli articoli mostrano come la figura del minore – sia i minori stranieri non accompagnati che, più in generale, i giovani cosiddetti di ‘seconda generazione’ – sia oggi al centro di una profonda riconfigurazione simbolica e istituzionale.
30 anni dalla Convenzione di New York. Negati i diritti dei minori
Era il 20 novembre del 1989 quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nota anche come Convenzione di New York. Qui si affermava che ogni minore è prima di tutto un soggetto di diritti, titolare di una tutela fondata sul suo superiore interesse. L’Italia ratificava la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176. A distanza di oltre trent’anni, quei diritti fondamentali appaiono sempre più compromessi.

L’adozione della cosiddetta legge Zampa (n. 47 del 2017), prima delle modifiche peggiorative del governo Meloni, sembrava avesse finalmente rafforzato la tutela nei confronti dei minori stranieri non accompagnati (Msna) arrivati in Italia. Se ne vietava il respingimento alla frontiera. E se ne garantiva il diritto all’accoglienza, alla salute e all’istruzione, introducendo anche la figura del tutore volontario. Nonostante ciò, i diritti sanciti sulla carta hanno faticato a tradursi in protezione effettiva.
Diritti dei minori piegati a logiche di sicurezza, selezione e controllo
Sia chiaro. I principi della Convenzione di New York sono in realtà venuti meno sul piano formale. Ma sono sistematicamente svuotati nelle pratiche, piegati a logiche di sicurezza, selezione e controllo. Il terzo numero di Controfuoco si inserisce in questo scarto tra diritto sancito e diritto negato. Nell’intento di fare luce sull’inedito attacco che esecutivi populisti e sovranisti stanno sferrando al cuore stesso dell’impianto normativo italiano ed europeo. E sullo smantellamento di fatto di diritti e garanzie conquistate attraverso lotte e mobilitazioni.
Involuzione della giustizia minorile. Che punisce invece di salvare
Si assiste oggi a un panico morale attorno alla ‘criminalità minorile’ che non trova riscontro nelle statistiche. Ma che produce comunque un rafforzamento delle maglie penali e “una sovra-rappresentazione dei giovani stranieri nei segmenti più punitivi del sistema”.
Questa torsione si inscrive in una più ampia involuzione della giustizia minorile. Tra riforme processuali, decreti sicurezza e medicalizzazione del disagio, si erode il principio della differenziazione. E si avvicina il trattamento riservato ai minori a quello degli adulti. Dietro alla retorica del ‘doverli salvare’, prende forma una giustizia che invece punisce, colpendo in modo sistematico chi è giovane e straniero. O percepito come tale.
Il maranza, giovane non bianco, da disciplinare
La criminalizzazione si costruisce prima di tutto nello spazio urbano e nelle narrazioni mediatiche e politiche. Si consolida nell’invenzione della figura stigmatizzante del ‘maranza’. Non più minore, non necessariamente straniero. Ma giovane non bianco, percepito come soggetto pericoloso da disciplinare. In questa narrazione manca qualsiasi riferimento ai vissuti individuali e collettivi dei giovani razzializzati. O descrizioni dei contesti territoriali e dei quartieri impoveriti in cui trascorrono le giornate. Come è assente qualsiasi riflessione sul razzismo sistemico. E sullo stesso approccio delle istituzioni che considerano questi giovani come un peso.
Un sistema teso a modellare manodopera obbediente
Ancora una volta, la criminalizzazione affonda le sue radici sin nel sistema di accoglienza. Che si rivela come un altro fattore di inclusione differenziale. Strutturata per modellare manodopera ricattabile e obbediente. Mentre chi devia dal percorso assegnato viene bollato come deviante e marginalizzato.

Non a caso i Centri di accoglienza straordinaria sono sempre più luoghi di segregazione e di cancellazione della visibilità. In cui la tutela cede definitivamente il passo al contenimento.
Verso la maggiore età. Tra regolarità precarie e irregolarità
Il tempo dei minori soli è un tempo contraddittorio, fatto di urgenza e attesa. Di accelerazioni forzate e immobilità amministrativa. La maggiore età incombe come una scadenza che accelera i percorsi. Mentre documenti, tutele e possibilità restano sospesi. È un tempo che costringe a crescere in fretta e ad essere pazienti. Aspettando un parere che deciderà tra la regolarità di una vita precaria o l’irregolarità. Con tutto ciò che ne consegue.
La voce dei giovani si fa sentire e finalmente si impone
Eppure, come emerge dagli articoli di ControFuoco, dentro questi fenomeni di criminalizzazione diffusa, qualcosa eccede. La voce dei giovani razzializzati – nella musica, nei linguaggi, nelle pratiche di auto-rappresentazione – rompe il silenzio imposto. Ribalta lo stigma. Rende visibile quel ‘noi’ che è già presente. Non è una richiesta di integrazione e assimilazione. Ma un atto che si impone alla società intera. Ossia un atto politico.

È qui che Controfuoco prende posizione. Non per difendere astrattamente dei diritti sempre più minori. Ma per denunciare i meccanismi che li rendono tali. E per dare una spinta finalmente a un cambiamento.
Controfuoco N° 3. Maggio 2026. Il sommario
- Se uniamo i puntini. La pista cifrata dell’involuzione della giustizia minorile
Carolina Di Luciano - I minori stranieri sono diventati più pericolosi? Riflessioni intorno alla delinquenza giovanile a partire dai dati
Monia Giovannetti e Stefania Crocitti - Il divenire maranza dei MSNA. Note sulla costruzione sociale della nuova teppa
Nina Bacchini, Luca Daminelli, Tommaso Sarti - Tra urgenza e attesa: le temporalità contraddittorie nelle traiettorie dei minori soli in Italia
Alessandra Barzaghi - Nominare, trattare: dall’oggetto del discorso al soggetto politico
Angela Curina - Accolti o segregati? Quando l’accoglienza nei CASP diventa invisibilizzazione sociale
Omid Firouzi Tabar e Chiara Marchetti - Pratiche amministrative di debordering. L’esempio del ricongiungimento familiare nel quadro del regolamento Dublino III
Bastien Roland
https://www.meltingpot.org/2026/05/controfuoco-per-una-critica-allordine-delle-cose-n-3-maggio-2026
Foto generiche, create dall’AI
